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Intervista per il museo a cielo aperto di Camo



Dicci chi sei, cosa fai nella vita di persona e nella vita di artista e come mai sei qui.

Mi chiamo Michele di Erre, dall’età di16 anni ho iniziato a lavorare inteatro prima come attore, poi scenotecnico, macchinista teatrale, fotografo e tutt’ora disegnatore luci e fonico all’occorrenza.

Come artista porto avanti lo studio del disegno aocchi chiusi e il disegno a sguardo periferico, partecipando a più collettive possibili per confrontarmi e approfondire la metodologia del lavoro per far conoscere le mie ricerche e conoscere quelle di altri.

Partecipo al MCA perché credo che l’arte debba respirare un’aria nuova per sopravvivere e penso che col MCA si possa fare un bel passo avanti nel riscoprire luoghi in cui far vivere ciò che normalmente è destinato alle gallerie, musei o case di collezionisti.

Presentati con un’opera d’arte del passato di qualche grande (o non grande) artista, e dicci il perché.

E’ difficile scegliere, ed è crudele pensare che un’opera mi presenta meglio di un’altra. Ogni opera che ho visto e vissuto dei grandi, e non, mi ha dato qualcosa. Tuttavia ce n’e uno più di altri, forse perché è stato il primo a cui mi sono approcciato, ed è Leonardo Da Vinci che con i suoi studi sul disegno mi ha regalato la passione per il disegno puro.

Adoro tutti i suoi carboncini ma quello che preferisco è lo “studio di mani” per la sua freschezza ed espressività che nonostante i secoli continua a brillare di una vita propria.

La cosa che non sopporti e la cosa che ami nel mondo dell’arte.

Non sopporto tutte le sue contraddizioni ma soprattutto non poterci vivere. Amo il suo futuro così incerto ma anche ricco di sorprese.

La persona o l’evento che ti ha cambiato la vita (a livello artistico).

Le prime mostre che ho fatto, mi hanno fatto capire quanto sia importante l’aspetto formale

Hai già visto Camo? Che impressione ti ha fatto? Solo in foto. E’ una città piccola, pulita e non in pianura: già mi piace!

La tua opera biglietto da visita.

Allego unritratto,disegno a sguardo periferico di Edward Hopper.



Museo a Cielo aperto. Come lo vedi il cielo sopra il progetto?

Mutevole come il cielo sopra l’arte.

Anteprima sul tuo lavoro che esporrai?

Tavola a olio di una veduta a sguardo periferico.



Cosa saresti se non avessi fatto l’artista?

Ricco e infelice.



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