top of page
logo MdE
  • Instagram
  • Facebook

Lezione 11 | Genere Surreale

Aggiornamento: 2 giorni fa

Al fondo di questo articolo troverete spunti creativi ed gli esercizi per amplificare o meglio trovare la vs vena surreale dormiente.



Introduzione: entrare nel territorio del surreale


Dopo l’assurdo, il passo successivo è quasi naturale: il surreale. Se l’assurdo rompe la logica dall’esterno, il surreale la scavalca dall’interno. Questa lezione è un invito a rallentare, ad ascoltare immagini che non nascono dalla razionalità ma da un luogo più profondo: sogni, ricordi, associazioni involontarie. Qui non si cerca la battuta visiva, ma la risonanza.

Lasciamo dunque fluire e fiorire immagini e attingiamo idee e ispirazione direttamente dalla memoria, fantasia e/o sogno. Piu' avanti vi spieghero' come.


Etimologia ed evoluzione del concetto di surreale


Il termine surreale nasce all’inizio del Novecento e significa letteralmente “al di sopra del reale”. Non allude a una fuga fantastica o a un mondo immaginario separato dal nostro, ma a una realtà più ampia e profonda, in cui logica, sogno e inconscio coesistono e si intrecciano. È una dimensione in cui ciò che normalmente appare incompatibile, razionale e irrazionale, quotidiano e onirico, trova una nuova, sorprendente unità.

Con il Manifesto del Surrealismo, il movimento si afferma come una vera e propria posizione culturale e poetica. L’obiettivo non è semplicemente creare immagini strane o bizzarre, ma liberare l’immaginazione dalle restrizioni della ragione e delle convenzioni sociali, permettendo all’inconscio di emergere in modo diretto, spontaneo e non censurato.

Il Surrealismo, dunque, non inventa mondi alternativi: trasfigura quello che già esiste. Attraverso accostamenti inattesi, metamorfosi e slittamenti di senso, rivela ciò che nel reale è nascosto, represso o invisibile allo sguardo ordinario. In questo modo, il quotidiano diventa enigmatico, il familiare si carica di mistero e la realtà stessa appare improvvisamente più ricca, inquietante e poetica.


Il surreale non inventa mondi: trasforma il nostro.


Cos'e' il Manifesto del Surrealismo


Il Manifesto del Surrealismo fu scritto nel 1924 da André Breton, poeta e teorico francese considerato il fondatore e principale guida del movimento. In questo testo programmatico, Breton definisce il Surrealismo

come “automatismo psichico puro”, cioè un metodo per esprimere il funzionamento reale del pensiero senza il controllo della ragione, della morale o dell’estetica. Il manifesto propone di attingere direttamente all’inconscio, attraverso sogni, associazioni libere, scrittura automatica e immagini spontanee,

per superare i limiti della logica tradizionale e della cultura borghese. Più che un semplice documento artistico, è una dichiarazione rivoluzionaria che invita a trasformare non solo l’arte, ma la percezione stessa della realtà e della vita, liberando desiderio, immaginazione e libertà interiore.


Il surreale nelle arti: visivo, letteratura, cinema


Il Surrealismo è, per sua natura, profondamente interdisciplinare. Nasce nella letteratura e nella poesia, ma si espande rapidamente attraversando la pittura, il cinema, la fotografia, fino al fumetto e all’illustrazione contemporanea, contaminando linguaggi e forme espressive diverse.

Nella letteratura, il surreale si manifesta come flusso di immagini, scrittura automatica, associazioni libere e visioni che sfidano la logica narrativa tradizionale. Accanto ai testi teorici e poetici di André Breton, si collocano opere di autori come Paul Éluard e, in una linea affine e successiva, Julio Cortázar, che trasforma il quotidiano in una dimensione enigmatica e perturbante.

Nel cinema, il Surrealismo assume forme ipnotiche, frammentate e spesso anti-narrative, puntando più sull’esperienza percettiva che sulla trama. Emblematiche sono le opere di Luis Buñuel — come il celebre film Un chien andalou realizzato con Salvador Dalí — e, in chiave più visionaria e metafisica, il cinema di David Lynch.

Nella pittura e nelle arti visive, il linguaggio surrealista lavora su accostamenti inattesi, metamorfosi, simboli ricorrenti e illusioni ottiche che rendono plausibile l’impossibile. Figure centrali sono Salvador Dalí, René Magritte e Max Ernst, ciascuno con modalità diverse di esplorare l’inconscio e il sogno.

Nella fotografia, il Surrealismo sperimenta manipolazioni, solarizzazioni, doppi sensi visivi e composizioni perturbanti. Tra i principali interpreti vi sono Man Ray e Claude Cahun, che utilizzano l’immagine fotografica per mettere in crisi identità, percezione e realtà.

Infine, nel fumetto e nell’illustrazione contemporanea, l’eredità surrealista sopravvive attraverso mondi visionari, logiche oniriche e metamorfosi continue. Autori come Moebius (Jean Giraud) o Dave McKean dimostrano come il Surrealismo continui a reinventarsi, influenzando profondamente l’immaginario visivo attuale.

Il Surrealismo, dunque, non è uno stile confinato a un’epoca o a una disciplina: è un atteggiamento mentale e percettivo che attraversa i linguaggi, rivelando, in ciascuno di essi, la presenza inquieta, poetica e imprevedibile dell’inconscio nel cuore del reale.


Il surreale non spiega: mostra.


Alcuni esponenti fondamentali

Visto che belli? Forse un giorno ci saremo anche noi in una foto ritratti cosi' o forse accadra' solo in un sogno sporadico!
Visto che belli? Forse un giorno ci saremo anche noi in una foto ritratti cosi' o forse accadra' solo in un sogno sporadico!

Senza voler ingabbiare nessuno in un’etichetta, ci sono autori che hanno reso il surreale una lingua visiva riconoscibile:

  • Salvador Dalí, con il suo immaginario onirico iperdefinito e teatrale.

  • Max Ernst, maestro del collage mentale e delle associazioni impossibili.

  • René Magritte, ponte tra surreale e concettuale, dove l’immagine è sempre una domanda.

  • Giorgio de Chirico, con le sue piazze metafisiche, sospese e silenziose. Di questi quattro evito di caricarvi le immagini delle loro opere per il semplice fatto che sono super famose!

  • Leonora Carrington, che porta il surreale verso il mito, l’alchimia e l’identità.


Il surreale nell’inchiostrazione e nell’illustrazione


Nel disegno, il surreale è una palestra potentissima. Permette di:

  • lavorare per simboli

  • usare la metamorfosi come struttura narrativa

  • costruire immagini sospese

  • creare coerenza emotiva senza logica esplicita

L’inchiostrazione diventa strumento di controllo: serve a rendere credibile l’impossibile. Una linea sicura può sostenere anche l’immagine più irrazionale.

Nel fumetto e nell’illustrazione contemporanea, il surreale vive proprio in questa tensione: precisione tecnica e libertà immaginativa.

Eccone alcuni esponenti dunque e alcuni di loro li abbiamo gia' incontrati in altre lezioni ma e' dovere ricordarli anche in questa...

Nel campo dell’inchiostrazione, il surreale trova terreno fertile: il segno netto, il bianco e nero, la linea controllata sono strumenti perfetti per rendere visibile ciò che, per natura, sfugge alla logica. Qui alcuni artisti fondamentali da citare e osservare, anche senza volerli “etichettare” a tutti i costi.

Moebius (Jean Giraud) È forse il riferimento più alto. Il suo segno pulito e luminoso costruisce mondi impossibili che sembrano perfettamente abitabili. Il surreale in Moebius non è caos, ma continuità: tutto è strano, e proprio per questo tutto funziona.

Roland Topor Il suo inchiostro è crudele, ironico, disturbante. Figure umane deformate, situazioni assurde e surreali insieme, dove il sogno diventa incubo lucido. Un surreale che graffia, mai decorativo.

Alfred Kubin Tra illustrazione e visione notturna. I suoi disegni a inchiostro sembrano emergere direttamente dall’inconscio: paesaggi mentali, creature ibride, atmosfere dense e inquietanti. Qui il surreale sfiora apertamente l’onirico.

José Muñoz Un segno sporco, espressionista, che dissolve la realtà. Le sue figure vivono in un mondo deformato, instabile, dove il nero domina e la luce è sempre ambigua. Il surreale nasce dalla materia stessa del segno.

Manara (nelle opere meno narrative) Anche se noto per altro, in alcune tavole Manara usa l’inchiostro per sospendere il tempo e la logica: corpi che galleggiano, spazi indefiniti, scene che sembrano più immaginate che raccontate. Un surreale sottile, sensuale, mentale.

In tutti questi autori il surreale non è un effetto, ma un modo di pensare l’immagine: l’inchiostro diventa lo strumento per dare forma a ciò che non esiste, ma potrebbe esistere se smettessimo di pretendere spiegazioni.


Surreale ed Onirico


Surreale e onirico vengono spesso confusi, ma non sono la stessa cosa, soprattutto

quando li traduciamo in immagini.

Il surreale è un linguaggio consapevole: nasce da una scelta artistica precisa, da un metodo. Anche quando sembra libero e istintivo, è costruito. Accosta elementi reali in modo inatteso per rivelare un significato nascosto, simbolico o concettuale. Il surreale è una visione guidata: l’artista decide cosa mostrare e come, anche quando attinge all’inconscio.

L’onirico, invece, è più vicino all’esperienza del sogno. Non segue una struttura, non cerca coerenza né messaggio. È fluido, instabile, emotivo. Le immagini oniriche si trasformano senza motivo, cambiano scala, identità, tempo. Non spiegano nulla: accadono.

Se il surreale è un sogno messo in scena, l’onirico è un sogno vissuto.

Nel disegno e nell’inchiostrazione questo si traduce così: il surreale lavora su simboli chiari, composizioni controllate e immagini memorabili; l’onirico privilegia atmosfere sfumate, passaggi, dissolvenze, lasciando che l’immagine si comporti come un ricordo notturno più che come una scena.


Surreale ed assurdo... ulteriore distinzione


Aggiungo un’ulteriore distinzione, più sottile e utile dal punto di vista visivo e compositivo, soprattutto per chi disegna.


L’assurdo lavora sulla frizione: prende un sistema coerente e lo porta al collasso. Le immagini assurde spesso sono chiare, leggibili, quasi banali nella forma, ma impossibili nel senso. La loro forza sta nella ripetizione, nell’eccesso, nell’azione che non porta a nulla. È un linguaggio frontale, spesso ironico, che mette in crisi la logica dall’esterno.

Il surreale, invece, lavora sulla fusione. Non c’è scontro, ma scivolamento: le cose si trasformano l’una nell’altra senza attrito. Le immagini non cercano di essere comprese, ma attraversate. Qui la logica non viene negata, semplicemente non è più necessaria. Il surreale non provoca una risata amara, ma uno stato di sospensione.

In sintesi: l’assurdo ti fa pensare “perché?”,il surreale ti fa sentire “è così”.

In inchiostrazione, questo significa che l’assurdo si costruisce con struttura, ritmo e paradosso; il surreale con atmosfera, metamorfosi e continuità visiva.



Surreale ed erotico: il desiderio come visione


Nel Surrealismo, l’erotico perde ogni funzione descrittiva e diventa simbolico. Il corpo si trasforma, si moltiplica, si fonde con oggetti, paesaggi, animali. Non è il gesto a essere erotico, ma l’atmosfera, il sogno, l’ambiguità.

Qui l’erotico non seduce: inquieta, affascina, suggerisce. È un desiderio che non chiede di essere risolto.

Diventa piuttosto una forza di metamorfosi, un’energia che dissolve i confini tra interno ed esterno, tra umano e non umano, tra identità e alterità. Il corpo non è più un oggetto da contemplare, ma un territorio instabile, attraversato da impulsi, paure, fantasie. In molte opere di Salvador Dalí o di Hans Bellmer, la figura umana appare smontata, ricomposta, duplicata: non per provocare, ma per rendere visibile ciò che normalmente resta invisibile il desiderio come enigma.

L’erotico surrealista non mira al possesso ma allo scarto, allo slittamento, alla tensione irrisolta. È una presenza che attrae e respinge nello stesso tempo, come nei dipinti di René Magritte, dove il volto nascosto o il contatto impedito generano un’intimità impossibile e proprio per questo più intensa.

In questa prospettiva, l’erotismo diventa uno strumento di conoscenza. Non parla del corpo in quanto tale, ma del rapporto tra visibile e invisibile, tra coscienza e inconscio, tra ciò che desideriamo e ciò che temiamo di desiderare. È un linguaggio obliquo, fatto di simboli, frammenti, allusioni.

La conclusione artistica è che, nel Surrealismo, l’erotico non rappresenta l’amore né il sesso, ma la potenza immaginativa del desiderio stesso: una forza creativa capace di destabilizzare la realtà ordinaria e di aprire uno spazio poetico in cui l’identità si dissolve, il tempo si sospende e l’immagine diventa rivelazione. Non qualcosa da consumare, ma qualcosa da attraversare.

Ed ecco di seguito alcuni link suggeriti come al solito dalla nostra Benedetta Pisani per chi volesse approfondire la coppia Surrealismo-Erotico

Conclusione: perché il surreale è ancora necessario

Il surreale è un linguaggio ancora vivo perché parla di ciò che non sappiamo dire a parole.In questa lezione uso l’inchiostrazione per dare forma all’invisibile, per trasformare immagini interiori in composizioni leggibili, potenti, personali.

Non cerchiamo la stranezza fine a se stessa, ma immagini che restano. Perché quando il surreale funziona, non sembra strano: sembra inevitabile.


Esercizio 1 — Suggestioni dai sogni o dalle parole

Tema: Surreale Collegamento facoltativo al tema fanzine: “Le Cadute”

Questo esercizio parte da un materiale semplice ma potentissimo: parole ed emozioni. Possono nascere dai vostri sogni oppure da sensazioni ricorrenti.

Step 1 — Lista di parole

Scrivete una piccola lista di parole.Possono essere emozioni, immagini, situazioni, frammenti. Esempi: ansia, vertigine, attesa, caduta, silenzio, perdita, trasformazione, sospensione, eco, soglia.

Se scegliete un’emozione, provate prima a tradurla in un’immagine anche “ovvia” (un cliché iniziale va bene per partire). Ad esempio: ansia → una figura che suda nell’attesa di essere interrogata.

Questo è solo un punto di partenza. L’obiettivo è andare oltre la prima immagine e iniziare a esplorare possibilità meno scontate.

Se volete collegarvi alla fanzine, lavorate attorno al concetto di caduta: fisica, psicologica, simbolica, morale, cosmica, ironica.

Detto questo avete due modalità operative


1 — Composizione per frammenti (metodo collage mentale)

  1. Disegnate separatamente gli elementi della vostra lista.

  2. Ritagliateli (fisicamente o mentalmente).

  3. Ricomponeteli su un nuovo foglio, sperimentando accostamenti improbabili.

Giocate con:

  • scale diverse (piccolo/grande)

  • sovrapposizioni

  • inversioni

  • metamorfosi

L’obiettivo è creare una composizione surreale, come abbiamo visto a lezione: immagini che non dovrebbero stare insieme, ma che insieme generano senso.


2 — Storyboard esplorativo

  1. Dividete il foglio in molti rettangoli (come una griglia o uno storyboard).

  2. In ogni riquadro sperimentate una composizione diversa a partire dalle stesse parole-immagini.

  3. Non fermatevi alla prima soluzione: fatene molte.

Cambiate:

  • punto di vista

  • ritmo

  • relazione tra figure

  • spazio

Questo metodo vi costringe a non innamorarvi della prima idea.


Step 2 — Selezione e inchiostrazione

Scegliete la composizione che sentite più forte (o più inquieta, o più interessante).Se siete indecisi, sviluppatene anche più di una.

Realizzate quindi il disegno definitivo e inchiostratelo:

  • usando uno degli stili esplorati nelle lezioni precedentioppure

  • seguendo un linguaggio più istintivo e personale

L’importante è che la scelta stilistica sia coerente con l’atmosfera.


Obiettivo dell’esercizio

Allenare:

  • trasformazione parola → immagine

  • associazione libera

  • composizione surreale

  • capacità di scelta

  • coerenza stilistica

E, per chi vuole, questo lavoro può diventare un contributo per la fanzine sul tema “Le Cadute”.

Non cercate l’illustrazione “bella”.Cercate quella necessaria.

Qui sotto invece link per scoprire di piu' il progetto fanzine che ho enuciato durante il lab


Esercizio 2 | Collage di conversazioni urbane


Immergiti in un luogo affollato — un mercato, una via commerciale, una stazione — e lascia che le voci diventino materia prima creativa. Senza cercare coerenza, capta frammenti di frasi, parole isolate, esclamazioni, errori, suoni: annotali così come arrivano, senza correggerli né interpretarli. Una volta raccolto questo materiale, accosta i frammenti tra loro come se fossero ritagli di un collage verbale e lascia emergere immagini inattese, situazioni impossibili o micro-narrazioni assurde. Da questa composizione spontanea nasce l’illustrazione: non come rappresentazione fedele di ciò che hai sentito, ma come traduzione visiva dell’atmosfera, delle tensioni e delle associazioni che quelle parole hanno generato. L’obiettivo non è capire, ma vedere ciò che accade quando il caso e la realtà quotidiana si combinano senza controllo.

Per questo esercizio potete anche usare il modus operandi che vi ho spiegato precedentemente


Esercizio 3 - Cadavre exquis | gioco collettivo surrealista


Il cadavre exquis (cadavere squisito) è uno dei più celebri giochi inventati dai surrealisti negli anni Venti per liberare la creatività individuale attraverso l’azione collettiva e il caso. Presto faro' un articolo dedicato solo a questo!

Nato come esercizio letterario, una frase composta da più persone che scrivono a turno senza conoscere l’intero testo, prende il nome dalla prima frase ottenuta: «Il cadavere squisito berrà il vino nuovo». Ideato all’interno del gruppo guidato da André Breton e praticato da artisti come Max Ernst, Salvador Dalí e Yves Tanguy, il gioco si estende presto al disegno: ogni partecipante aggiunge una parte dell’immagine su un foglio piegato, senza vedere le altre. Il risultato è una figura ibrida, imprevedibile e spesso sorprendentemente coerente, che dimostra come l’immaginazione collettiva e l’inconscio possano produrre forme nuove al di fuori di qualsiasi controllo razionale. Più che un semplice gioco, è un metodo creativo che mette in crisi l’idea di autore unico e celebra l’incontro tra caso, desiderio e immaginazione.

Ecco qui una galleria dei disegni realizzati durante il workshop scorri vs destra


Bibliografia surrealista essenziale!


Testi fondamentali (fonti primarie)

  • André Breton, Manifesti del Surrealismo, varie edizioni italiane (1924–1930)

  • André Breton, Nadja, 1928

  • Paul Éluard, Capitale della pena (raccolta poetica)

  • Louis Aragon, Il contadino di Parigi, 1926

Studi storici e critici sul Surrealismo

  • Maurice Nadeau, Storia del Surrealismo

  • Dawn Ades, Surrealismo (monografia storico-artistica)

  • Hal Foster, Compulsive Beauty

  • Werner Spies, Surrealismo

Pittura e arti visive

  • René Magritte, cataloghi e scritti teorici

  • Salvador Dalí, La vita segreta di Salvador Dalí

  • Max Ernst, scritti e collage

Cinema surrealista — film fondamentali

  • Un chien andalou (1929), regia di Luis Buñuel e Salvador Dalí→ Opera manifesto: sequenze oniriche senza narrazione logica.

  • L'Age d'Or (1930), regia di Luis Buñuel→ Surrealismo esplicitamente provocatorio e anti-borghese.

  • Meshes of the Afternoon (1943), di Maya Deren→ Capolavoro del cinema sperimentale onirico.

  • Eraserhead (1977), di David Lynch→ Incubo industriale e psichico.

  • Mulholland Drive (2001), di David Lynch→ Struttura narrativa frammentata e identità fluide.

  • The Discreet Charm of the Bourgeoisie (1972), di Luis Buñuel→ Surrealismo maturo, ironico e politico.

Libri sulla fotografia surrealista

  • Rosalind Krauss & Jane Livingston, L’Amour fou: Photography and Surrealism→ Testo fondamentale sull’immagine fotografica surrealista.

  • Man Ray, Self Portrait→ Autobiografia con riflessioni artistiche.

  • François Leperlier, Claude Cahun→ Studio completo sull’artista.

  • Mary Ann Caws (a cura di), Surrealism and Photography→ Raccolta critica interdisciplinare.

Influenze contemporanee e interdisciplinari

  • Studi su fumetto e immaginario visionario, in particolare l’opera di Moebius

  • Analisi dell’illustrazione e dell’arte contemporanea influenzata dal Surrealismo

  • La lista continua e vi chiedo gentilmente se avete qualcosa da suggerire scrivetemi che la aggiungo!!!


Prossima lezione Genere Surfanta!!


Per concludere questa panoramica sul Surrealismo, è interessante aprire lo sguardo a un fenomeno affine ma autonomo nato in Italia negli anni Sessanta: il movimento Surfanta. Il termine nasce dall’unione di Surrealismo e Fantasia (e in seguito acronimo di SUbcosciente Reale FANTastica Arte), coniato dal pittore torinese Lorenzo Alessandri negli anni Sessanta e diventato il nome di un gruppo di artisti che, pur partendo dall’eredità surrealista, sviluppano un linguaggio visivo e concettuale proprio centrato sulla visione fantastica e sull’immaginazione visionaria.

Surfanta non è semplicemente un’etichetta storica, ma una corrente che raccolse intorno ad Alessandri personalità come Abacuc (Silvano Gilardi), Lamberto Camerini, Enrico Colombotto Rosso, Giovanni Macciotta, Mario Molinari e Raffaele Ponte Corvo, esplorando con pittura, disegno e scritti un immaginario che unisce elementi onirici, simbolici, mitici e fantastici.

A differenza del Surrealismo storico, che esplora l’inconscio e il sogno per rivelare le strutture nascoste della mente, il Surfanta mira a creare mondi fantastici coerenti e visionari, con forte carica simbolica e spesso influenze esoteriche o visionarie; la sua produzione si caratterizza per atmosfere ricche di figure ibride, creature immaginarie, scorci di realtà trasfigurata e simboli arcaici.

Oggi il Museo Alessandri di Giaveno conserva e promuove questa eredità con mostre, esposizioni e ricerche che ne valorizzano la visione artistica e storica, rendendo il Surfanta un ponte tra le avanguardie novecentesche e le sensibilità visive contemporanee.


Commenti


© Michele di Erre Art
Logo MdE

Seguimi sui social, anche gli algoritmi hanno bisogno d’affetto.

  • Instagram
  • Facebook
  • Linkedin

Grazie per essere arrivatə fin qui sei chiaramente una persona curiosa.
Restiamo ispirati, un po’ strani e piacevolmente disorientati insieme.

Sinceramente Michele

bottom of page