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Lezione 9 | Tema Erotico

Aggiornamento: 19 dic 2025

Oggi mi addentro in una delle aree più delicate, antiche e affascinanti dell’immaginario visivo: l’erotico.

Lo faccio con lo stesso spirito con cui si affila una penna nuova: curiosità, rispetto e un po’ di brivido creativo. Per questa lezione esploreremo una tematica che si presta a qualunque stile tu senta più tuo: potrai attingere a quelli studiati nelle lezioni precedenti e reinterpretarli liberamente.

Vatti a rivedere le lezioni passate qui: Tutte le lezioni


Per l'occasione avremo come ospite Benedetta Pisani, Educatrice sessuale e consulente in sessuologia, presso la Scuola di Psicoterapia Gestalt di Torino, che ci introdurra' l'argomento da un altro punto di vista. Ma non voglio svelare troppo. Al termine dell'articolo troverete una sua bio e link per chi vuol saperne di piu'.


Introduzione al tema erotico nell’arte


L’erotismo, nell’arte, compare molto prima che qualcuno decidesse di chiamarlo così. Nelle prime civiltà assumeva forme simboliche, rituali o mitologiche; in altre epoche è stato invece un territorio di sfida e liberazione visiva. Io lo considero un linguaggio sottile: non descrive, evoca; non grida, suggerisce. E soprattutto non dipende dalla quantità di pelle mostrata, ma dall’intensità del gesto, dallo sguardo, dal ritmo della composizione.

Dall’antica Grecia con le sue forme ideali, ai rotoli raffinati dell’Edo, fino alle linee sinuose dell’Art Nouveau, l’erotico attraversa epoche e sensibilità senza perdere la sua forza simbolica. Nella Parigi bohémien diventa spirito libero, provocazione, poesia visiva; nella letteratura si trasforma in sguardo interiore, rituale, metafora del desiderio umano. Cambiano le correnti, mutano i linguaggi, ma resta immutata la capacità dell’erotico di raccontare ciò che è più intimo e universale.


Artisti che hanno reso celebre il tema erotico


Alcuni artisti hanno fatto dell’erotico una vera grammatica visiva. Penso alle morbidezze barocche di Rubens,

che celebrava il corpo come un paesaggio fertile; o a Egon Schiele, che con il suo tratto nervoso e inquieto trasformava l’intimità in tensione psicologica.

E come non citare Gustav Klimt, che avvolgeva i corpi in oro, pattern e spirali, trasformando il desiderio in un mosaico simbolista.

Non dimentichiamo Degas e Toulouse-Lautrec, attenti osservatori della sensualità quotidiana, dei gesti privati, dei bordelli parigini e delle notti di Montmartre: due autori che hanno restituito l’erotico come frammento di vita, non solo come posa.

Ma l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Vi cito solo alcuni nomi che mi vengono spontanei, sapendo bene che con una semplice ricerca ne scoprirete molti altri: Otto Dix, Courbet (con la celebre Origine del mondo), Caravaggio, Picasso, Magritte, Man Ray, Velázquez, Warhol, Da Vinci, Veronese, Ballmer, uno dei miei prediletti, e naturalmente Botticelli.

Li metto qui senza un vero ordine, mescolando epoche, stili e tecniche, perché il mio obiettivo non è costruire una storia sistematica dell’erotismo, ma offrirvi immagini, suggestioni e punti di partenza. Il resto lo farete voi, seguendo la vostra curiosità.

Più recente, è fondamentale ricordare Lucian Freud, con i suoi nudi crudi, pesanti, quasi impietosi: un erotismo disarmato, spogliato di idealizzazione, dove la carne diventa verità.

Potremmo aggiungere anche Balthus, con il suo linguaggio sospeso e enigmatico; Francesco Clemente, che intreccia corpo e simbolo; o Jenny Saville, che porta il nudo contemporaneo verso una fisicità monumentale, quasi scultorea.

E che dire di Guillermo Lorca? Uno altro dei miei preferiti! Più contemporaneo che mai, è un pittore cileno straordinario per la sua capacità di fondere una tecnica classica, chiaroscuro barocco, modellato raffinato, con un universo simbolico profondamente personale.

Nelle sue grandi tele, popolate da figure femminili arcaiche, animali maestosi, creature in bilico tra sogno e incubo, Lorca esplora la tensione tra innocenza e minaccia, seduzione e pericolo. Il suo immaginario è attraversato da pulsioni erotiche sottili: non si tratta di provocazione gratuita, ma di un erotismo psicologico, carico di desiderio, vulnerabilità e simbolismo. In molte sue opere, la bellezza diventa inquietante: l’eros si mescola al pericolo, la seduzione si tinge di violenza simbolica, e il confine tra naturale e sovrannaturale diventa indistinto. In questo senso, Lorca incarna perfettamente l’erotico che non è solo estetico, ma strutturale: un erotismo che parla dell’anima, del desiderio e dell’inconscio, più che della carne in sé.

In epoche più recenti, anche la fotografia ha reso il tema centrale, con autori che hanno esplorato il confine tra intimità e rappresentazione pubblica, ognuno con un proprio codice estetico.


Fotografi che hanno reso centrale il tema erotico


Robert Mapplethorpe

Il più iconico. Con il suo bianco e nero scolpito, rigoroso, quasi marmoreo, ha trasformato l’erotico in un esercizio di forma, equilibrio e provocazione controllata. La sua estetica è un incontro tra classicismo e desiderio contemporaneo.

Helmut Newton

Lui è il re della seduzione glaciale: donne forti, pose teatrali, potere, pelle e tacchi alti. Nei suoi scatti c’è un erotismo “architettonico”, costruito con luci nette e composizioni che esaltano la sicurezza del corpo femminile. Famoso forse per i suoi scatti alle celebrita' di Hollywood!!

Nobuyoshi Araki

Più diaristico e intimo. Araki è un narratore visivo che fonde eros, malinconia e quotidianità. Celebre per l’uso del kinbaku (bondage giapponese), lavora sul confine tra fragilità e sensualità, tra poesia e desiderio.

Guy Bourdin

Più surreale che esplicitamente erotico, ma profondamente sensuale. Le sue donne diventano forme grafiche, colori saturi, composizioni enigmatiche. L’erotico qui è un enigma visivo.

Ellen von Unwerth

Porta leggerezza, gioco, ironia. Ex-modella, conosce perfettamente la dinamica corpo/obiettivo e la ribalta: nelle sue immagini la sensualità è vivace, libera, affettuosamente provocatoria.

Nan Goldin

Il suo erotismo non è costruito, è vissuto. È intimo, emotivo, a volte ruvido. Il corpo è quotidiano, vulnerabile, reale: è eros come esperienza, non come posa.

Peter Lindbergh

Meno “esplicito”, ma potentissimo: il suo bianco e nero ha reso la sensualità più emotiva che fisica. Le sue modelle non seducono: esistono, respirano, guardano. Ed è proprio lì che nasce l’erotico.

Ecco qui una galleria di questi fotografi per farvi un'idea del loro stile e notate come nella composizione prediligono il soggetto quasi sempre centrale o comunque dandone una totale importanza visiva!


Illustratori celebri e iconografie contemporanee


Nel mondo dell’illustrazione e del fumetto l’erotismo trova una voce più diretta, talvolta ironica o fantastica. È impossibile ignorare Milo Manara, maestro del tratto fluido e della sensualità suggerita più che esibita. Le sue donne sembrano muoversi appena dopo che l’occhio le ha osservate: un equilibrio perfetto tra eleganza e provocazione.

A oriente, l’eredità visiva parte da molto lontano: i celebri “shunga” della tradizione giapponese, tra cui opere attribuite anche a Hokusai, univano eros, narrazione e un gusto grafico impeccabile. Nel mondo moderno dei manga questa vena continua in mille declinazioni, spesso più giocose, altre volte simboliche o fantastiche.

A me piace ricordare che, nonostante le differenze culturali, ciò che rende un’illustrazione erotica davvero riuscita è la qualità della narrazione: un gesto, un ritmo, un dettaglio che lascia immaginare. Ma attenzione anche qui l'elenco e' molto lungo! Eccone altri che vi invito a cercare in biblioteca o su internet e farvi una vs iconografia per immagini

Guido Crepax, il maestro dell’erotico psicologico. Linea raffinata, psichedelica, sensuale. Le sue figure, da Valentina in poi, sono un laboratorio di gesti e atmosfere. Paolo Serpieri, fondamentale: la saga di Druuna è un pilastro dell’erotico fantascientifico, con anatomie precise e ambientazioni decadenti. Moebius, non erotico in senso stretto, ma dotato di un immaginario capace di sfiorare la sensualità attraverso forme, metamorfosi e gestualità quasi poetiche. Luis Royo, iconico negli anni ’90 e ancora oggi: sensualità dark, fantasy, barocco contemporaneo, corpi scolpiti e atmosfere gotiche. Etc... cercate cercate cercate... e troverete!


Erotico e Porno: una distinzione necessaria


Ora qui facciamo una distinzione fondamentale che va compresa. Quando parlo di erotico con amici, mi accorgo che spesso confondono due territori che, in realtà, hanno funzioni e linguaggi molto diversi.

Per chiarirlo, ricorro sempre a una metafora semplice: la differenza tra uno sketch e l’iperrealismo.

Lo sketch è rapido, evocativo: basta un tratto per suggerire una postura, una tensione, un’intenzione. Non vuole mostrare tutto, vuole far intuire. Lascia spazio all’immaginazione e al coinvolgimento personale dell’osservatore.

L’iperrealismo, invece, non suggerisce: mostra. Ricostruisce ogni dettaglio, elimina l’ambiguità, dichiara tutto in modo diretto. L’intenzione non è evocare, ma rendere visibile ogni millimetro del soggetto.

Ecco: l’erotico è lo sketch, mentre il porno è l’iperrealismo.


Cos’è l’erotico

L’erotico lavora sul non detto, sul ritmo dello sguardo, sulla promessa più che sul compimento. È un linguaggio simbolico, psicologico e narrativo: ciò che accade nella mente dell’osservatore è persino più importante di ciò che viene rappresentato.

L’erotico è fatto di: atmosfera, tensione, suggestione, gesto, più che atto, emozione, più che anatomia, partecipazione mentale, non solo visiva. L’erotico è una porta socchiusa, non un pannello aperto.


Cos’è il porno

Il porno, invece, ha un’altra finalità: non vuole suggerire, vuole mostrare.

È un linguaggio diretto, esplicito, che punta all’immediatezza del significato. Non cerca il simbolismo, non lavora sull’ambiguità: ciò che appare è ciò che è, senza metafore né interpretazioni. Il suo scopo non è artistico o narrativo, ma funzionale.

E per questo si avvicina all’iperrealismo: il dettaglio è il protagonista, non l’atmosfera.

Perché questa distinzione è importante nell’illustrazione

Nell’illustrazione, soprattutto nell’inkiostrazione, l’erotico è un campo fertile proprio perché richiede controllo, delicatezza, ritmo.

Per questo dico sempre che l’erotico è un gioco di omissioni: mostra ciò che serve, nasconde ciò che rende interessante, e lascia che l’immaginazione completi il resto.

Il porno, invece, non dà lavoro all’immaginazione; e quando manca il dialogo tra immagine e osservatore, anche la profondità compositiva si riduce.

Per chi disegna, questa distinzione è cruciale: capire cosa non mostrare è spesso l’operazione più creativa.


Esercizio: Comporre l’erotico con due regole chiave


Per questa lezione voglio proporti un esercizio che unisce sensibilità e struttura. Provalo a casa. Scegli uno stile che hai già esplorato nelle lezioni precedenti, può essere realistico, steampunk, espressionista, liberty, quello che preferisci, e applica due regole di composizione perfette per il tema erotico:

  1. La linea di forza Usa una diagonale che guidi l’occhio verso il punto emotivo della scena. L’erotico vive di tensioni: lascia che la composizione lo racconti per te.

  2. Il ritmo visivo Alterna pieni e vuoti, dettagli e pause. L’eros ha bisogno di respiro, di spazi che suggeriscano ciò che non è mostrato. Lavora con piccoli contrasti: curve contro linee rigide, ombre morbide accanto a luci nette.

Realizza una scena essenziale, non serve mostrar troppo, anzi, e concentra l’attenzione sul gesto o sull’atmosfera. L’importante è che la tua mano racconti senza mai urlare.

Di seguito ho il piacere di condividere con te alcuni miei esperimenti.. Forse sono un po' tra il porno e l'erotico, ma come sempre cerchiamo di non etichettare troppo per non limitare la nostra creativita' artistica!!


Strumenti da portare: tutto!

Consiglio ovviamente pennello a kina, penne, acquerelli o inkiostri colorati! Non c'e' limite come sempre! Chi ha testi o libri che vuol condividere col gruppo per favore li porti pure!!! Io ho un bel po' di materiale ma lo selezionero' per non passare tutta la lezione ad osservare invece di provare!!!

Di seguito i due libri che andremo a reinventare come copertine! Di seguido riassunti ed elementi principali su cui focalizzarsi.


Justine | Marquis de Sade

Justine racconta la storia di una giovane donna ossessionata dall’idea di restare virtuosa in un mondo che sembra punire proprio la virtù. Dalla fuga in convento all’incontro con libertini, falsi benefattori, nobili corrotti e predicatori sadici, Justine attraversa una serie di episodi in cui l’innocenza viene sistematicamente umiliata. La protagonista è un ideale morale messo alla prova: più cerca purezza, più il mondo la inghiotte.

De Sade non costruisce un erotismo romantico: il suo è filosofico, brutale, provocatorio. Il corpo diventa teatro di potere, non di amore. L’erotico qui non seduce: denuncia, scompone, scardina la morale del suo tempo.Sade parla di libertà assoluta, che diventa sopraffazione.Per gli studenti, la chiave non è imitare la crudezza, ma comprendere la tensione tra innocenza e violenza, tra corpo idealizzato e corpo violato.

Ecco su cosa puoi concentrarti:

  • Il contrasto tra luce e ombra (innocenza vs dominio)

  • Una figura femminile fragile o idealizzata, non sessualizzata, ma posta al centro di una dinamica minacciosa

  • Simboli di cattività (corde, mani che sfiorano, architetture severe, porte socchiuse)

  • Una composizione verticale: la protagonista come asse morale, il mondo che incombe

  • L’erotico suggerito, non mostrato: un gesto, un drappo che scivola, un volto che guarda altrove

Il focus non è mostrare la violenza, ma rappresentare il conflitto.


Venere in pelliccia | Leopold von Sacher-Masoch

Il romanzo ruota attorno alla relazione tra Severin e Wanda, due personaggi che costruiscono un rapporto basato sul desiderio di sottomissione volontaria. Severin chiede a Wanda di trattarlo come uno schiavo, elevandola a figura divina, distaccata, dominatrice. Il gioco erotico diventa un esperimento psicologico: amore, potere, fantasia e identità si intrecciano fino a trasformare entrambi.

Masoch non ricerca lo scandalo: studia la mente attraverso il desiderio. Qui l’erotico non è distruttivo, ma rituale. La pelliccia, morbida, lussuosa, avvolgente, è un simbolo perfetto: dolcezza e freddezza insieme. Il libro parla di ruoli, di maschere, di ciò che desideriamo diventare agli occhi dell’altro.

Per gli studenti, la lezione è chiara: l’erotico può essere psicologico, estetico, simbolico, non solo fisico.

Ecco a cosa stare attenti e cosa privilegiare:

  • La figura femminile dominante, elegante, composta, non aggressiva

  • La pelliccia come simbolo centrale: morbida, avvolgente, quasi un’aura

  • Composizioni triangolari (lei in alto, lui in basso o in ombra)

  • Colori profondi: rosso scuro, nero vellutato, oro spento

  • Il potere dello sguardo: Wanda spesso guarda l’osservatore, non Severin

L’erotico qui nasce dalla postura, dall’abito, dal controllo: l’eleganza è più importante del corpo.


Come unire i due libri nell’esercizio di composizione

  • innocenza vs dominio

  • fragilità vs potere rituale

  • nudità simbolica vs erotismo vestito (la pelliccia)

  • verticalità (Justine) vs triangolazione (Wanda)

Due testi opposti, due energie opposte: l’erotico che distrugge e l’erotico che struttura.


E, a questo punto, il cerchio si chiude quasi da solo: Justine e Venere in pelliccia non sono solo due capisaldi dell’erotismo letterario, ma anche le radici etimologiche di due parole ormai entrate nel linguaggio comune.

Il termine sadismo deriva infatti dal cognome di Donatien Alphonse François de Sade, autore di Justine, i cui scritti hanno esplorato il rapporto tra potere, controllo e desiderio in forme estreme e provocatorie.

Allo stesso modo, masochismo prende nome da Leopold von Sacher-Masoch, autore di Venere in pelliccia, che ha indagato la dinamica opposta: la fascinazione per la sottomissione rituale, la devozione e il gioco psicologico del potere.

Ecco dunque da dove nascono questi due termini: non da teorie astratte, ma da due racconti profondamente umani, letterari e simbolici, che hanno segnato l’immaginario erotico europeo.

E con questo passo e chiudo vi lascio alla bio di Benedetta che ci deliziera' con il suo sapere ed esperienza, e con noi partecipera' al workshop! In chiusura come al solito una bibliografia per chi vuol approfondire.


Benedetta Pisani


Nata a Napoli nel 1996 e trasferita a Torino nel 2018 per completare gli studi. Laureata in

Scienze Internazionali e Diritti Umani, ha proseguito il suo percorso professionale nel

mondo dell’educazione, collaborando con il Centro Studi Sereno Regis. Lì ha avuto

l’opportunità di formarsi sui temi dell’ascolto attivo e della trasformazione nonviolenta

dei conflitti, per poi condividerli con le giovani generazioni. Dal 2023 è responsabile dei

progetti de Il Pulmino Verde, un’associazione di volontariato impegnata nelle aree di

frontiera e in azioni locali di divulgazione e educazione sui diritti umani. Appassionata di

scrittura e fotografia, ha realizzato reportage fotografici in Palestina, in Italia e nei

Balcani. Appassionata anche di tutto ciò che riguarda la liberazione dei corpi e la

sessualità, è Educatrice sessuale e consulente in sessuologia, presso la Scuola di

Psicoterapia Gestalt di Torino. Dedica parte del suo tempo allo studio di tematiche

femministe e, quando la razionalità della ricerca non basta più, scrive versi poetici. Ha

pubblicato due raccolte poetiche, “Incontri” (2024, Affiori), e “Erranti” (2025,

autoprodotta).


Link utili:


Bibliografia suggerita da Benedetta:


- Pizzimenti, M., Bellini, B. (2020) Sessuologia della Gestalt. Manuale imperfetto per

continuare la rivoluzione sessuale, FrancoAngeli.

- Ska, C. (2019) Sul porno. Corpi e scenari della pornografia, Villaggio Maori Edizioni

- Valentine aka Fluida Wolf (2020) Post Porno. Corpi liberi di sperimentare per

sovvertire gli immaginari sessuali, Eris Edizioni

- Pirbay, J. (2022) Libera di godere, Odoya Off


Bibliografia essenziale sull’erotismo nell’arte suggerita da me:

  • Storia dell’erotismo nell’arte

Hans-Jürgen Döpp – TaschenUna delle panoramiche più complete, iconograficamente ricchissima: dalle prime culture alla contemporaneità.

  • Erotica Universalis (questo ve lo portero' a lezione!)

Gilles Néret – Taschen. Un volume storico e illustrato, elegante e potente. Perfetto per capire come l’erotico attraversa culture e secoli.

  • Il corpo. Arte, erotismo e rappresentazione

Donald Kuspit – Mondadori Electa. Una riflessione critica sul ruolo del corpo nella storia dell’arte, tra desiderio, simbolismo e psiche.

  • La Petite Mort: A Collection of Erotic Art

Complied by Hans-Jürgen Döpp – Taschen. Una raccolta che esplora il piacere come tema estetico, con un focus sul simbolico più che sull’esplicito.

  • The Erotic Arts

G. Rattray Taylor – Oxford University Press. Un testo fondamentale per comprendere l’erotismo nel contesto antropologico, sociale e artistico.

  • The Nude: A Study in Ideal Form

Kenneth Clark – Princeton Non è un libro sull’erotismo in senso stretto, ma è indispensabile per capire come il corpo viene idealizzato, desiderato e costruito iconograficamente.

  • Erotique: The Depiction of Erotic Imagery in Western Art

Ed. Charlotte Fiell – Taschen. Ottima panoramica visiva, perfetta per chi vuole ispirazione senza appesantirsi con saggi teorici troppo densi.

  • Porn Art: Modern Art and Pornography

Kendall Buster – MIT Press. Utile per comprendere il confine, le contaminazioni e le trasformazioni del porno come linguaggio visivo contemporaneo.

  • Sex and Sensibility: The Thinking Parent's Guide to Talking About Sex

Debra Haffner. Non è strettamente un libro d’arte, ma contiene una sezione preziosa sulla rappresentazione visiva, erotica e pornografica nel mondo moderno: utile per definire il contesto culturale.

E ovviamente non fermatevi a questi suggerimenti. Anzi.. gli studi sono tantissimi e tutti con diversi punti di vista. Quindi esplorate come foste dei pionieri alla ricerca della pietra eroticale!

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© Michele di Erre Art
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Grazie per essere arrivatə fin qui sei chiaramente una persona curiosa.
Restiamo ispirati, un po’ strani e piacevolmente disorientati insieme.

Sinceramente Michele

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