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Blind Peace

Aggiornamento: 4 ott 2025

Ideata da Andrea Roccioletti e Michele di Erre

Eseguita da Michele di Erre


Introduzione


Blind Peace ovvero Disegna la tua Palestina ad occhi chiusi è una performance collettiva di visione interiore e memoria, in cui il disegno

diventa atto di memoria, resistenza e desiderio. Qui lo sguardo si sospende per lasciare spazio al ricordo, all’immaginazione e al racconto intimo. Disegnare a occhi chiusi si fa gesto politico e poetico: ciascuno è chiamato a evocare la propria visione della Palestina, non come mappa geografica, ma come paesaggio interiore, simbolico ed emotivo.

Attenzione: la Palestina è oggi un simbolo che catalizza l’immaginario globale, ma genocidi e guerre non appartengono solo a quel territorio. Per questo invito i partecipanti a estendere l’esperienza: immaginare non solo la Palestina, ma anche qualsiasi luogo interiore in cui ci si possa riconoscere se immersi in una condizione di conflitto o ingiustizia.

In questa performance il pubblico non è spettatore ma protagonista: bendandosi, chiudendo gli occhi e affidandosi all’immaginazione, ogni partecipante traccia sulla carta un racconto visivo. I segni generati si raccolgono in un archivio comune, un “atlante invisibile” della memoria collettiva, opera viva, mutevole, sempre aperta.


Obiettivi


  • Offrire uno spazio simbolico per dare corpo alle immagini interiori legate alla Palestina, alla guerra e alle ingiustizie, oltre stereotipi e rappresentazioni convenzionali.

  • Stimolare ascolto individuale e collettivo: disegnare senza vedere attiva empatia, memoria e immaginazione.

  • Costruire un archivio condiviso (fisico o digitale) che raccolga questi “ritratti invisibili”, testimonianze plurali di visioni personali.

  • Trasformare il gesto del disegno in una performance rituale, collettiva, occasione di riflessione e condivisione.


Materiali necessari


  • Fogli bianchi (uno per partecipante)

  • Penne, matite o strumenti grafici semplici

  • Benda per coprire gli occhi (o la volontà di chiuderli)

  • (Facoltativo) Piccoli oggetti o tessuti da toccare prima dell’esercizio

  • (Opzionale) Musica ambientale, suoni o voci che guidino la visualizzazione

  • Uno spazio adeguato, anche rumoroso e frequentato: la performance può esistere ovunque


Procedura


  1. Preparazione. Distribuzione di fogli e strumenti. Breve spiegazione di intenti e regole, invitando al rispetto e alla concentrazione.

  2. Domande e chiarimenti. Spazio per dubbi e condivisione iniziale.

  3. Benda / chiusura occhi. I partecipanti si bendano o chiudano gli occhi.

  4. Visualizzazione libera. Emergere di immagini, simboli, paesaggi, volti o dettagli, reali o immaginari.

  5. Disegno “cieco”. Si traccia ciò che la mente visualizza, senza precisione né controllo. È un “disegno del pensiero”, uno “scarabocchio della memoria”: il risultato sorprende sempre.

  6. Apertura e silenzio. Alla fine, occhi aperti. Si chiede di non commentare subito, ma contemplare il segno.

  7. Round successivi. Possibili 2-4 ripetizioni, ogni volta con un focus diverso (un volto, un paesaggio, un oggetto simbolico).

  8. Condivisione facoltativa. Chi vuole può raccontare il proprio disegno o una parola emersa.

  9. Archivio collettivo. Tutti i fogli vengono raccolti e catalogati con nome, data e luogo, creando un “Atlante invisibile della Palestina”.


Durata


La performance può durare da 30 minuti a 1 ora, o anche per l’intera giornata:

  • Introduzione ed evocazione: 5-10 minuti

  • Disegno (3 round): 15 minuti circa

  • Pausa e contemplazione: 5 minuti

  • Condivisione e chiusura: 5-10 minuti


Nota poetica


Disegnare a occhi chiusi è un gesto sospeso, che apre varchi tra memoria, inconscio e percezione. In “Disegna la tua Palestina” diventa ponte tra storie personali e collettive, tra paesaggi mai visti eppure custoditi dentro di noi. Ogni segno — anche il più incerto — è testimonianza di presenza, desiderio e resistenza.

L’archivio che nasce non è un documento storico, ma memoria poetica, visione simbolica: un tessuto che raccoglie la molteplicità delle esperienze interiori legate alla Palestina e a ogni guerra. Non contano le linee perfette, ma l’atto stesso del testimoniare attraverso il segno.


Destinatari


La performance e' adatta a tutte le eta', sesso ed etnia.

Questo formato si adatta a laboratori artistici, festival culturali, eventi educativi, workshop scolastici o contesti che affrontano temi di memoria, geopolitica, resistenza e arte partecipata. È accessibile a gruppi grandi o piccoli, pubblici misti o specifici.

Obiettivo finale: sensibilizzare, materializzare la memoria, esplorarla e immergerla nella creatività.



Di seguito le istruzioni che ogni partecipante potrà leggere prima di sottoporsi all'esperimento creativo:


Istruzioni che i partecipanti leggeranno prima di sottoporsi all'esperimento artistico


Benvenutə.

Stai per prendere parte a una performance collettiva. Qui non servono abilità artistiche: conta solo lasciarsi andare.


Come funziona:


  1. Prendi un foglio e una penna o matita.

  2. Chiudi gli occhi (o indossa la benda che trovi a disposizione).

  3. Pensa a un luogo di conflitto, memoria o desiderio.

    • Può essere la Palestina.

    • Ma può anche essere qualsiasi luogo interiore che immagini segnato da guerra o ingiustizia.

  4. Lascia emergere immagini, volti, simboli o ricordi. Non ragionarci troppo: fidati della tua memoria e della tua immaginazione.

  5. Quando l’immagine affiora, ricalca a occhi chiusi le linee che la compongono. Esplorala con il pensiero e lascia che la mano segua la sua traccia.

  6. È molto più facile di quello che pensi😜


Ricorda:


  • Non importa la precisione.

  • Ogni tratto è valido: è un “disegno del pensiero”, uno “scarabocchio della memoria”.

  • Può essere rilassante o disturbante: dipende solo da ciò che emerge.

Quando hai finito, apri gli occhi e osserva in silenzio. Non serve spiegare: lascia che sia il segno a parlare per te.


Puoi ripetere più volte l’esperienza


Ogni volta scegliendo un nuovo focus:

  • una persona

  • un paesaggio

  • un oggetto

  • un dettaglio che senti importante.

Alla fine, tutti i disegni confluiranno in un Atlante Invisibile: un archivio comune di tracce, visioni e memorie condivise.


Nota finale


Io sono Michele di Erre, artista visivo, ed è un immenso piacere fare la tua conoscenza.

Grazie per essere qui.

Se sei d’accordo, scatterò alcune foto durante la performance e ti farò ascoltare un suono guida, pensato per accompagnarti nella concentrazione e nel viaggio interiore.


Di seguito alcune immagini di chi ha partecipato a questa performance


Commenti


© Michele di Erre Art
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Grazie per essere arrivatə fin qui sei chiaramente una persona curiosa.
Restiamo ispirati, un po’ strani e piacevolmente disorientati insieme.

Sinceramente Michele

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