Lezione 7 | Stile Fantasy
- Michele Di Erre
- 22 set 2025
- Tempo di lettura: 12 min
Aggiornamento: 30 set 2025
Ben tornati, miei coraggiosi esploratori dell’inchiostro!
Dopo una lunga pausa estiva (spero abbiate fatto i compiti, altrimenti la vostra penna verrà punita con dieci pagine di tratteggi infiniti 😏), eccoci di nuovo insieme per proseguire il nostro viaggio nel mondo dell’illustrazione. Oggi apriamo la porta a uno stile che ha fatto sognare generazioni di lettori e spettatori: il fantasy.
Cos’è lo stile Fantasy nell’illustrazione?
Il fantasy non è solo draghi, spade e castelli incantati. È un linguaggio visivo che mescola immaginazione, simbolismo e narrazione. A differenza del realismo, qui l’inchiostrazione non serve soltanto a descrivere la realtà, ma a reinventarla, ampliarla, darle nuove regole e nuove possibilità.
Nello stile fantasy, la linea è spesso dinamica, fluida, pronta a evocare mondi lontani, creature mai viste e atmosfere che oscillano tra l’onirico e l’epico. E chi meglio di alcuni grandi maestri può guidarci in questo territorio?
Ma prima di lasciarci guidare dagli inchiostri dei grandi maestri, durante il corso ho posto una domanda semplice, ma fondamentale:
Come si rende lo stile fantasy?
Molti di voi a lezione ci sono andati vicini, intuendone l’essenza. La risposta è questa: per dare vita al fantastico, il realismo e la verosimiglianza devono essere quasi impeccabili. Solo così il lettore può immergersi pienamente in un mondo che, in fondo, non esiste: è frutto della nostra immaginazione.
Analizziamo allora le linee dei più grandi illustratori che hanno reso celebre questo stile. Noteremo come la realtà – dalle anatomie fedeli fino alle proporzioni talvolta esagerate – diventa lo strumento che ci trascina con forza dentro la storia, facendoci credere all’impossibile.
I grandi maestri del Fantasy Illustrato
Moebius (Jean Giraud)
Un pioniere assoluto. Moebius ha trasformato il concetto stesso di inchiostrazione, passando da tratteggi sottili e quasi eterei a linee nette e minimali.
La sua forza stava nella capacità di usare il bianco come parte integrante della composizione: i suoi mondi erano tanto ricchi di dettagli quanto sospesi in spazi di silenzio. Con l’inchiostro Moebius sapeva suggerire più che mostrare, creando un ritmo visivo unico.
Frank Frazetta
L’opposto quasi perfetto. Frazetta, più pittorico che lineare, ha dato vita a un fantasy muscolare, epico, pieno di energia.
Nelle sue chine il contrasto luce/ombra è dominante: neri profondi, masse drammatiche, figure che esplodono dalla pagina. Se Moebius era l’etereo, Frazetta era la potenza terrena.
Brian Froud
Illustratore celebre per creature fiabesche e surreali (chi non ha mai visto Labyrinth?), Froud lavora con un’inchiostrazione più morbida e decorativa.
I suoi tratti hanno qualcosa di organico, come se fossero parte della natura stessa: radici, foglie e corna diventano linee che si intrecciano in un mondo a metà tra sogno e folklore.
Yoshitaka Amano
Dal Giappone, Amano ha rivoluzionato la percezione del fantasy con linee sinuose e raffinate, quasi calligrafiche.
Le sue chine sono spesso leggere, eleganti, accompagnate da un senso di movimento che rende le figure eteree. Dove Frazetta gridava, Amano sussurra con grazia.
Altri grandi autori Fantasy da scoprire

John Howe
Uno dei principali illustratori di Il Signore degli Anelli. Le sue chine sono spesso potenti e dettagliatissime, con scenari epici e atmosfere cupe.
Nei suoi disegni, l’inchiostro diventa architettura, roccia e ombra.
Alan Lee
Altro grande interprete tolkieniano, ma con uno stile opposto a Howe: delicato, etereo, quasi trasparente. Le sue linee sembrano nebbia e sogno, capaci di dare al fantasy un tono lirico e intimo.
Michael Kaluta
Illustratore americano con un tratto elegante e barocco. Nei suoi lavori si respira l’influenza dell’Art Nouveau, con linee ornamentali che danno al fantasy un’atmosfera raffinata e fuori dal tempo.
Mike Mignola
Creatore di Hellboy, mescola fantasy, horror e folklore. Il suo uso dell’inchiostro è radicale: grandi campiture nere, silhouette nette, linee ridotte all’essenziale. Uno stile che dimostra come la sottrazione possa generare mondi potenti.
H.R. Giger
Sebbene più legato alla fantascienza e al dark surrealism, Giger ha influenzato enormemente l’immaginario fantasy/horror. Le sue chine e i suoi tratti meccanico-organici creano paesaggi e creature disturbanti, perfetti per chi ama esplorare i confini del fantastico.
Arthur Rackham
Un classico intramontabile. Illustratore delle fiabe anglosassoni, il suo stile ottocentesco combina tratteggi sottili e atmosfere misteriose. Le sue chine trasformano il fantasy in un territorio magico e un po’ inquietante.
Invito alla ricerca
Questi sono solo alcuni nomi, ma il mondo dell’illustrazione fantasy è vastissimo. Vi invito a cercare le loro opere online, e in particolare su Pinterest, che spesso è il luogo migliore per scoprire tavole, schizzi e dettagli in alta qualità. Fatevi una “bacheca fantasy” personale: vi servirà come archivio visivo e fonte di ispirazione continua.
L’inchiostrazione Fantasy: cosa possiamo imparare
Ora che abbiamo incontrato alcuni giganti, chiediamoci: cosa possiamo rubare al loro stile?
Da Moebius impariamo l’arte della sottrazione: lasciare respirare il bianco, usare la linea come suggerimento.
Da Frazetta la forza del contrasto: l’uso del nero per drammatizzare, per dare corpo e peso alle figure.
Da Froud la sinuosità organica: l’inchiostro che cresce come un albero, che si piega come un ramo.
Da Amano la raffinatezza della linea: l’uso dell’inchiostro come poesia visiva.
Il fantasy nell’inchiostrazione è un laboratorio infinito: non importa se disegnate un elfo o un paesaggio immaginario, il segreto è
rendere credibile l’incredibile!
Ecco cosa abbiamo esplorato nella lezione con chi era presente
Controllare lo spazio in un quadro significa decidere dove mettere i soggetti e gli elementi: quella decisione ha un effetto diretto sulle emozioni che lo spettatore avverte. Spostare una figura verso il basso, al centro o in alto cambia completamente la lettura dell’opera. Ora attraverso la mia simpatica figurina cerchero' di spiegartelo meglio.
In basso: se posizioni il personaggio nella parte bassa del quadro, spesso lo percepiamo piccolo, fragile, isolato. Può suggerire solitudine, modestia o anche impotenza, oppure, al contrario, una presenza minuta ma carica di significato (un essere straordinario in un contesto vasto).
Al centro: mettere il soggetto al centro concentra tutta l’attenzione su di lui. È la scelta tipica per un ritratto o per mostrare un’emozione forte: il centro comunica importanza e presenza.
In alto: collocare un soggetto nella parte alta può evocare elevazione, sospensione, leggerezza o l’idea che sia su una montagna (immagina di disegnargli un monte o una nuvola sotto i piedi). A seconda di come tagli l’immagine, il soggetto può risultare dominante oppure marginale, se è in alto e molto vicino al bordo superiore, può apparire come se stesse volando o fluttuando.
Questi sono solo esempi: con le stesse forme puoi costruire messaggi diversi. Nelle prossime lezioni ti insegnerò le regole della composizione in modo che tu le possa controllare, comprendere e interiorizzare. Quando padroneggerai queste leggi, potrai scegliere liberamente se creare un’opera armonica o caotica, dinamica o tranquilla, e lo farai con intenzione, non per caso.
Compito per casa
Prendete uno dei vostri soggetti preferiti e provate a reinterpretarlo in chiave fantasy. Potrebbe essere un volto, un animale, un oggetto quotidiano. Aggiungete dettagli irreali, trasformate le proporzioni, sperimentate con linee dinamiche e contrasti forti. Posizionatelo poi in una delle tre opzioni che vi ho elencato sopra per sperimentare i potenziali messaggi che vuoi trasmettere.
Ricordate: la linea non è solo contorno, è narrazione. Andate di getto non pensate troppo e postatelo sul gruppo cosi' da condividerlo e analizzarlo!
Dal soggetto al formato: il processo
Un soggetto non è solo una sagoma: ha volumi, linee che lo attraversano, luci e ombre. Il processo che porta dall’osservazione all’opera finita possiamo riassumerlo così:
Percezione / scoperta — osservi il soggetto e riconosci i suoi volumi, le direzioni principali, il carattere.
Organizzazione — decidi quali elementi inserire, dove collocarli e quale gerarchia dare loro.
Ricreazione — plasmi tutto nel formato che hai scelto (tela, carta, pannello), traducendo le scelte in segni, valore e colore.
Anche i movimenti “anti-regola” del Novecento (quelli che rifiutavano certe norme compositive) in fondo componevano: mettere una forma dentro uno spazio è già un atto compositivo. Se scegli di non seguire le leggi tradizionali, fallo consapevolmente il problema non è infrangere le regole, ma ignorarle senza sapere perché.
Composizione e significato: una coppia inscindibile
La composizione deve servire il significato dell’opera. Prima di iniziare a disegnare o dipingere, chiediti: che cosa voglio dire? Solo dopo scegli gli elementi e la loro disposizione. Due esempi pratici:
Vuoi rappresentare una battaglia? Una composizione instabile, con elementi sovrapposti e livelli diversi, può restituire caos e movimento, ma devi controllare questo caos per non perdere chiarezza.
Vuoi rappresentare una persona immobile o morta? Una composizione molto dinamica manderebbe un messaggio sbagliato; la scelta compositiva deve confermare l’intento.
Lasciare la composizione al caso rischia di allontanare lo spettatore dal tuo messaggio: l’ordine degli elementi altera il risultato.
✒️🖌️Strumenti da Usare
Come sempre, non mettiamo limiti alla fantasia (e nemmeno al portapenne). Potete scegliere tra pennelli giapponesi, stilografiche caricate con china nera o sanguigna, oppure qualsiasi altro tipo di inchiostro che vi ispiri. Sentitevi liberi di sperimentare: ogni strumento ha un carattere diverso e vi aiuterà a trovare il vostro tratto personale.
Non sottovalutate la matita, compagna fedele per abbozzi e studi preliminari, o la matita blu, amatissima dai fumettisti per la sua praticità nelle fasi di costruzione.
In breve: usate quello che vi fa sentire a vostro agio. Che sia un pennello elegante, una penna vintage o il più umile dei lapis, l’importante è usarlo con coraggio e curiosità. L’inchiostrazione fantasy non chiede strumenti perfetti, ma mani pronte a sperimentare.
🎯Il vero obiettivo del workshop
Arriviamo finalmente al cuore di questa lezione: illustrare in stile fantasy le copertine dei due libri del giorno.Le opere che useremo come punto di partenza sono: Il mondo sommerso e onirico di J. G. Ballard e Il ragazzo che coltivava i draghi di Andy Shepherd.
Sì, lo so: tutti avremmo voluto mettere mano a Il Signore degli Anelli o Harry Potter (ci avevate già la bacchetta pronta, vero?), ma per motivi editoriali legati al catalogo Feltrinelli dovremo tenerci il desiderio in tasca. Poco male: l’importante è che questa volta vi cimentiate con testi che, seppur diversi tra loro, vi permetteranno di sperimentare atmosfere surreali, visionarie e squisitamente fantasy.
Ricordate: nulla vieta di portare in classe un romanzo fantasy a vostra scelta e usarlo come esercizio parallelo. L’obiettivo è sviluppare la capacità di immaginare e progettare una copertina, non tanto di essere fedeli al testo.
Le copertine che produrremo saranno quelle “ufficiali” da proporre per il progetto fanzine che (incrociamo le dita 🤞) vedrà la luce entro quest’anno. Ma di questo parleremo meglio a lezione.
Riassunto dei libri & spunti visivi
Il mondo sommerso – J. G. Ballard
Un classico della fantascienza visionaria. La Terra è diventata una giungla tropicale inondata, dove città sommerse giacciono sotto acque torbide e la natura riconquista il suo spazio. I protagonisti esplorano questo scenario decadente e onirico, in cui sogno e realtà si confondono. Alla fine dell'articolo per i piu' audaci troverete un analisi piu' profonda e dettagliata del libro.
Spunti per la copertina:
Città sommerse, grattacieli invasi dall’acqua e dalla vegetazione.
Atmosfere oniriche, quasi psichedeliche.
Contrasti forti tra natura selvaggia e architettura umana in rovina.
L’inchiostro può trasformarsi in flutti, piante e radici che inglobano la pagina.
Il ragazzo che coltivava i draghi – Andy Shepherd
Un racconto per ragazzi pieno di leggerezza e meraviglia. Protagonisti sono i draghi che compaiono inaspettati nella vita quotidiana, portando avventura, amicizia e un pizzico di caos.
Spunti per la copertina:
Draghi colorati e buffi che interagiscono con oggetti di tutti i giorni.
Un cielo pieno di creature in volo.
Linee giocose, dinamiche, quasi cartoonesche.
L’inchiostro qui può farsi più ironico e leggero, con tratteggi rapidi e vivaci.
Nessun esempio… apposta!
Questa volta non troverete qui esempi di copertine già esistenti: voglio che il vostro sguardo sia fresco, libero da influenze. Naturalmente potete sempre fare una ricerca online (Pinterest resta il nostro migliore amico), ma la sfida è immaginare senza modelli preimpostati.
Motivazione Finale per Chiudere 🖤
Se avete dubbi o domande, scrivete pure sul gruppo: è lo spazio giusto per condividere spunti, riflessioni e i vostri disegni.
E ora un piccolo promemoria: anche se il corso è gratuito, non significa “vengo quando voglio e salto i compiti”. Vi chiedo un impegno minimo: attenzione, presenza, entusiasmo. Niente di impossibile, anzi: sono occasioni che possono diventare divertenti e costruttive sia per chi è alle prime armi, sia per chi ha già intrapreso il percorso dell’artista o sta studiando illustrazione.
Ricordate che sono qui per voi: per condividere ciò che so, per esplorare insieme il mondo dell’inchiostrazione e per sorprendermi con quello che saprete creare. Perché la verità è che nessuno “sa tutto” – nemmeno chi lavora in questo campo da anni. E proprio per questo voi, con il vostro sguardo fresco, potete aprire porte inesplorate e persino stupire i professionisti.
Quindi, forza: portate passione, curiosità e un pizzico di coraggio. Il bello di questo percorso è che non è mai a senso unico, ma una scoperta reciproca.
Invito ovviamente a tutti ma soprattutto ai nuovi a rileggere le lezioni passate per rinfescarsi o per comunque arrivare con un minimo di conoscenza sull'argomento del workshop!
Chiudo ora condividendo per primo alcune mie illustrazioni e inchiostrazioni di visioni fantasy che possano ispirarvi! Sono a cazzo di cane senza pensare troppo alla composizione. Sono studi per esplorare la potenzialita' espressiva del gesto. Di seguito per chi vuole puo' leggere il riassunto piu' dettagliato dei libri di cui dovremmo tirare fuori una super copertina in stile fantasy!
“Il mondo sommerso” (“The Drowned World”) è un romanzo di fantascienza / distopico scritto da J.G. Ballard, pubblicato nel 1962. Ecco un riassunto dettagliato con i temi principali, i personaggi, e qualche spunto di interpretazione.
Il romanzo parte da uno scenario apocalittico: le radiazioni solari (o, in alcune versioni, un riscaldamento estremo del pianeta) hanno causato lo scioglimento delle calotte polari.
Quest’acqua in più comporta l’allagamento di vaste aree dell’Europa avanzata e del Nord America; alcune città sono sommerse, le temperature sono diventate tropicali, la vegetazione ha invaso ciò che una volta era urbano.
I protagonisti vivono in stazioni poste nelle regioni più fredde (poli o alte latitudini) che sono tra gli ultimi “presidi” della civiltà umana. Vengono inviate missioni in queste zone sommerse per esplorare, studiare, recuperare materiali, affrontare le mutate condizioni ambientali.
I personaggi principali sono Robert Kerans (a volte indicato solo “Kerans”) e Bodkin. Kerans, in particolare, è una figura tormentata: attratto, quasi sedotto, dal nuovo paesaggio che sostituisce il mondo “normale” che conosceva. A un certo punto Bodkin entra in crisi psichica ed è incapace di reggere l’adattamento al nuovo ambiente. Kerans invece sembra nutrire un misto di stupore nostalgico, vertigine per il cambiamento radicale, desiderio quasi mistico di “perdere sé stesso” in quel mondo sommerso.
Temi principali
Catastrofe ambientale & cambiamento climatico Anche se il romanzo è stato scritto negli anni ’60, anticipa in modo evocativo le idee sul riscaldamento globale, la fusione dei ghiacci, l’innalzamento dei mari, la trasformazione climatica come qualcosa di irreversibile.
Stato psicologico / regressione della mente umana Il paesaggio cambiato si riflette nei personaggi: non è solo un cambiamento esteriore, ma una trasformazione interiore. La natura sovrabbondante, la distruzione delle forme familiari di vita urbana, pressioni climatiche ed estetiche portano verso una regressione mentale, verso una dissoluzione dell’identità. Kerans è affascinato da questo nuovo ordine naturale.
Desiderio vs memoria Il richiamo della natura selvaggia e l’oblio progressivo delle strutture umane danno luogo a un conflitto: cosa resta della memoria della civiltà? Quanto gli individui possono sottrarsi o reagire alla nostalgia del passato? Qual è il prezzo del lasciarsi “trasformare” da questo nuovo mondo?
Simbolismo / mito dell’acqua L’acqua sommersa è al contempo distruzione e rinascita, caos e bellezza. È l’elemento che avvolge tutto, che distrugge il vecchio ma al contempo genera una nuova estetica, nuove creature, nuove forme di vita vegetale e animale. Ballard non la tratteggia solo come pericolo, ma come uno spettacolo potente.
Alienazione e attrazione dell’ignoto Non tutti i personaggi vivono il cambiamento come tragedia: alcuni, come Kerans, sono attratti da esso, quasi come se volessero sperimentare il limite, dimenticare la struttura ordinata della società che li ha formati. È una tensione tra resistenza (la memoria, la volontà umana) e abbandono (alla natura, all’irrazionale).
Struttura & ambientazione
Ambientazione forte e molto evocativa: città sommerse, natura che riprende possesso, piante tropicali che crescono dove prima c’erano strade e palazzi, fiumi, stagni al posto di quartieri cittadini.
Atmosfera onirica, quasi allucinata in certi passaggi: Ballard usa la descrizione sensoriale per portare il lettore dentro questo paesaggio mutato. Rumori, acqua, vegetazione opprimente, animali che emergono, tutto contribuisce a un senso di straniamento.
Alcune interpretazioni possibili
Psiche / subconscio: Ballard è spesso letto come autore che mette in scena non solo disastri esterni ma molto di più: ciò che succede nella mente dei personaggi quando vengono sottratti alle strutture conosciute. Il mondo sommerso è anche un mondo interno, dove il confine tra realtà oggettiva e visione personale diventa labile.
Ecologia e critica al progresso moderno: il libro può essere visto come messa in guardia (“warning”) sul fatto che la nostra civiltà dipende da equilibri fragili che se compromessi (ghiacci, atmosfera) possono portare a un’ecologia incontrollabile.
Bellezza / Sublime vs Terrore: Ballard non presenta solo distruzione; la distruzione ha una qualità estetica che affascina. C’è una bellezza terribile nelle lagune, negli animali mutati, nella natura che reclama il suo spazio: è probabilmente quel contrasto che rende il romanzo potente.
“Il ragazzo che coltivava i draghi” (“The Boy Who Grew Dragons”) di Andy Shepherd,
Il protagonista è un ragazzino che coltiva draghi – nel senso che ha un draghetto nel suo giardino.
Il libro esplora le difficoltà e le avventure che sorgono quando si alleva un drago: i pasticci che combina, le responsabilità, i lavori straordinari, il fatto che non è come allevare un animale “normale”. Tra le cose “diverse” che fa un drago ci sono situazioni assurde, comiche, per esempio incendi, disordine, caos, ma anche momenti di affetto, meraviglia.
C’è una specie di “manuale non richiesto” implicito: il ragazzo racconta cosa serve, mentalmente e praticamente, per convivere con un drago. Non è solo fantasia: è anche una riflessione su amicizia, responsabilità, crescita, accettazione delle differenze.
Temi principali
Fantasia vs quotidianità: il contrasto tra la parte di casa, routine, famiglia, scuola ecc., e l’elemento fantastico del drago, che sconvolge la normalità.
Responsabilità e cura: non basta desiderare un drago; servono cura, attenzione, rischio, e spesso accettazione delle conseguenze inaspettate.
Amicizia, accettazione, empatia: il rapporto tra il ragazzo e il drago diventa metafora del prendersi cura di qualcosa che è “altro”, che può essere pericoloso o fuori dal comune.
Humor / ironia: molte situazioni comiche, esagerazioni, immagini vivide che suscitano risate, ma senza togliere valore ai momenti più seri.
Crescita personale: il ragazzo impara, cambia, matura, gestendo l’imprevisto, sviluppando capacità che non pensava di avere.
Struttura & stile
È un libro piuttosto leggero, adatto a bambini o giovani lettori, ma con momenti emozionali e tensione.
La narrazione è vivace, piena di immagini colorate, di umorismo pratico, con scene molto fisiche (draghi che volano, sputano fuoco, combinano guai).
Il libro ha illustrazioni che contribuiscono a dare atmosfera e a visualizzare i draghi in modo fiabesco e suggestivo.



































































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