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Esercizi Creativi

​​Disegno a occhi chiusi



...è un esercizio usato da artisti, psicologi, educatori e insegnanti per il raggiungimento di diversi obiettivi come: l’abbattimento delle inibizioni del disegnatore; per esprimere la parte inconscia della persona che lo pratica; per usare in maniera attiva la parte destra del cervello. È, in sostanza, il tramite per una piena presa di coscienza del mondo, da un punto di vista estremamente soggettivo.

Per comprendere meglio il disegno a occhi chiusi v’invito a provare questo semplice esercizio dimostrativo: come prima cosa, osservate attentamente e per qualche secondo la persona che vi sta a fianco (o, se siete soli, anche un oggetto) con l’intento di memorizzarla.

Chiudete gli occhi e provate a ricordarla nel suo insieme. Cosa vedete? Scommetto che non riuscirete a focalizzare il soggetto nella sua unità ma vedete, chiari e nitidi, la successione dei dettagli che lo compongono. Come se il vostro cervello fosse provvisto di una lente d’ingrandimento! Ecco, disegnare a occhi chiusi non è altro che disegnare il nostro pensiero nella sua complessità, dettaglio dopo dettaglio, rappresentandolo con tratti accurati, intricati e specifici.

 
 
​​Disegno a sguardo periferico


Mentre il disegno a occhi chiusi attinge dalla memoria, il disegno a sguardo periferico, o laterale, attinge dalla realtà che ci è di fronte rappresentandola senza mai guardare il foglio. Il soggetto sarà posizionato sul lato opposto della mano con cui si disegna, in questo modo l’attenzione sarà solo su ciò che si vuol ritrarre e lateralmente la mano ricalcherà quell’immagine esprimendola in una pura percezione istintiva.

Il principale scopo di questo modus operandi sta proprio nello sviluppare, successivamente, il disegno creato a sguardo periferico, col fine di restituirgli un’unità armonica, e riconoscibile, che sia in grado di evocare una reale istantanea percezione del soggetto.

In conclusione, il disegno a sguardo periferico è il prodotto di come l'inconscio percepisce le linee e le forme nell'osservazione del "concreto e materiale". Esso diventa così la mappa del pensiero che autentica la realtà in immagini distorte e fluttuanti derivazioni di un sogno nitido e chiaro.

Per capire nel dettaglio la metodologia di lavoro, vi rimando alla pagina delle istruzioni.

WORK IN PROGRESS

PERFORMANCE ART

2011/16

​​Cadavere Squisito

cadavre exquis 

 

 

Gioco collettivo surrealista, realizzato per la prima volta nel 1925, a Parigi. Consiste nel far comporre una frase da più persone (senza che nessuna possa conoscere l’intervento dell’altra) nella sequenza sostantivo-aggettivo-verbo-sostantivo-aggettivo. Il nome del gioco deriva dalla prima frase che fu ottenuta: le cadavre exquis boira le vin nouveau («il cadavere squisito berrà il vino nuovo»). 

Lo stesso sistema fu adattato al disegno, piegando o coprendo il foglio nelle parti già compilate. Il gioco si inserisce nell’ambito dell’automatismo surrealista e della casuale associazione degli elementi, nella quale tuttavia sembra manifestarsi una sotterranea comunicazione fra i partecipanti. Per le «composizioni in personaggio» sono variamente documentate collaborazioni di A. Breton, V. Brauner, J. Hérold, Y. Tanguy, Man Ray, Picasso.

 

 

 

"Perché con un occhio guardi il mondo, con l'altro guardi dentro di te..."

Amedeo Modigliani